Ripensando alla mia vita, credo di aver passato la maggior parte delle mie giornate tra i banchi, prima come alunna e ora come insegnante, eh..., si sono una dei tanti docenti precari che naviga nelle acque, al quanto agitate, della scuola! Nello scrigno dei ricordi, molte tra le mie emozioni più forti le ho provate in qualche edificio scolastico...
Le diverse età, con il loro differente bagaglio emotivo, hanno ovviamente condizionato il mio modo di gestire i sentimenti, mentre le esperienze del tempo hanno lavorato sui comportamenti e sulle reazioni difronte agli eventi e... sapete cosa vi dico? Oggi è decisamente meglio! La consapevolezza di quello che provo rende ancora più intenso il sentimento che vivo!
L'emozione di una sorpresa, per dirne una, si amplifica quando rifletto su quanto il cuore sente.
È un bel pomeriggio di sole, il cielo è azzurro e terso, io sono nel pieno dei colloqui con i genitori dei miei alunni, uno dietro l'altro sfilano i volti, ora felici, ora arrabbiati, ora delusi, del padre di Luigi, della madre di Emilia, e con loro vedo gli occhi perplessi, spaventati, strafottenti di tanti adolescenti in balia della loro diatriba interiore. Sto facendo una discussione, quando all'improvviso fuori dell'aula incrocio lo sguardo a me tanto caro, ritorno per un secondo verso la signora con cui sto parlando e subito incredula mi rivolgo verso il corridoio, impossibile, è stato un flash, e invece sono proprio quegli occhi tanto belli! Wow non ci posso credere! Ha alzato il braccio e sta facendo tintinnare un mazzo di chiavi, “Le hai dimenticate!” mi pare di leggere dalle sua labbra.
Sono in preda all'euforia, mi batte il cuore, sento caldo, sento il sangue accelerare nelle vene, non può essere qui, ma come ha fatto? Che bello!
“Comunque signora va tutto bene sia sul piano del profitto che in merito alla condotta Ok! Arrivederci!” Le stringo la mano e frettolosamente esco dalla stanza cercando maldestramente di nascondere lo stato di ebrezza in cui mi trovo, prendo la sua mano e saluto con imbarazzo, gioia, sorpresa e poi ricomponendomi chiedo “Ma di chi sono queste chiavi?” divertito e soddisfatto della mia reazione replica “Dovevo pure avere una scusa per questi genitori, dovevi uscire per un buon motivo non credi?” Ridiamo, sembriamo due adolescenti (decisamente di altri tempi) che si incontrano timorosi fuori dalla classe, desiderosi di parlarsi e di toccarsi. Impossibile che sia qui, continuo a ripetermelo e a ripeterglielo, gongola di soddisfazione la sorpresa è proprio riuscita!
Siamo dei privilegiati e lo sappiamo, proviamo un sentimento profondo maturo e al tempo stesso giovane, a cui sappiamo dare un nome, sappiamo godercelo come merita e la cosa più straordinaria e che lo viviamo con il trasporto di due ragazzini e la consapevolezza di due adulti. Ah! Che emozione la scuola!
domenica 7 marzo 2010
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento